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Domande frequenti

faq

Quale tipologia di caldaia ha il miglior rendimento calorico?

La caldaia con migliore rendimento calorico è la tipologia a condensazione, in quanto offre il riscaldamento dei locali e riutilizza il calore dei fumi di combustione, che altrimenti verrebbero persi, per riscaldare l'acqua del sistema idrico sanitario.

 

Quale temperatura deve avere il termostato ambiente per ridurre i consumi?

La legge stabilisce un limite massimo di 20 °C, con un risparmio di oltre il 5%, se si riesce a mantenere questa temperatura.

 

Nel locale in cui è installata la caldaia fuoriesce aria fredda dall'apertura di AREAZIONE, come posso chiuderla?

Non è possibile chiudere questa apertura, in quanto impedirebbe lo scarico dei gas diventando un processo molto pericoloso

 

Nel locale in cui è installata la caldaia fuoriesce aria fredda dall'apertura di VENTILAZIONE  vicino a pavimento, come posso chiuderla?

Non è possibile chiudere questa apertura, in quanto in relazione al tipo di caldaia (TIPOB a tiraggio naturale) e/o alla presenza di un piano cottura e’ obbligatoria e indispensabile essa deve essere libera da ostruzioni, infatti serve ad alimentare l’ossigeno per la combustione,  attenzione e’ molto pericoloso

 

La caldaia a condensazione necessita di un tubo di collegamento in più?

Si, le caldaie a condensazione sono dotate di un tubo in più rispetto alla tipologia di caldaia tradizionale, in quanto questo è lo scarico della condensa di combustione. Che deve visto l’acidita’ nelle acque nere

 

“Con quale periodicità devo effettuare la manutenzione della caldaia?”

La norma ( dpr412 – D.P.R. 74/2013) prevede che le scadenze di manutenzione alla caldaia siano dettate dal fabbricante stesso infatti Nel  libretto di Uso e Manutenzione della caldaia è sempre presente uno schema dove la casa costruttrice indica la corretta cadenza delle operazioni da effettuare ciclicamente sull’apparecchio, normalmente ANNUALE !

Dove queste istruzioni non sono presenti la norma indica come soggetti atti ad indicare al cliente le scadenze l’installatore e/o manutentore dell’impianto,

In ultimo la norma prevede che la scadenza minima di sicurezza per la manutenzione sia ogni DUE ANNI , attenzione da non confondere con il controllo di efficienza energetica (analisi fumi) che e’ ogni 4 ANNI "....................

 ..............Certo che il cliente deve rendersi conto che la manutenzione e/o analisi fumi va eseguita in coscienza e  in relazione al prodotto che ha acquistato nonche’  al reale tempo di utilizzo, Per un residente che utilizza tutto l’anno la caldaia e’ impensabile eseguire la manutenzione soprattutto se questa e’ a condensazione!!!

INOLTRE UN FATTORE CHE LA NORMA RITENIAMO ABBIA SOTTOVALUTATO E’  “LA SICUREZZA” !!!!
La manutenzione della calda è un’operazione che garantisce la sicurezza degli ambienti domestici, favorisce il risparmio energetico ed economico, riducendo le emissioni inquinanti.

 

Qual' è il periodo giusto per la revisione?

Puo fare il controllo della  caldaia  in qualsiasi periodo dell'anno,  i prezzi  non cambiano ma  consigliamo di farlo nel periodo Marzo – Giugno , nei mesi da Luglio a Febbraio bisogna prenotarsi con molto anticipo

 

Se chiamo per una richiesta intervento quanto devo aspettare?

La nostra azienda interviene a richieste di chiamate straordinarie in tempi brevi anche nel periodo invernale, dando naturalmente priorita’ ai clienti abbonati e estensioni di garanzia, comprendendo benissimo il disagio che crea una caldaia ferma malfunzionante.

 

COS’È LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ ?  CHI LA RILASCIA?

Tale documento attesta che l’impianto è stato realizzato nel rispetto delle norme. Nel caso non sia stata rilasciata bisogna risalire all’installatore IDRAULICO dell’impianto che dovrà redigerla a sua volta, esaa dovra’ descrivere TUTTE  le opere svolte e i materiali utilizzati

 

Per fruire delle detrazioni fiscali del 55-65% cosa occorre inviare all'ENEA? E come posso sapere se la mia domanda è stata accettata o meno e se posso procedere alla detrazione?

Non occorre inviare alcuna comunicazione preventiva. La normativa vigente impone solamente che entro 90 giorni dal termine dei lavori (fatto salvo quanto riportato nella faq 70) debba essere trasmessa ad Enea, per via telematica, la documentazione costituita dall’Attestato di qualificazione energetica (Allegato A al “decreto edifici”) e la scheda descrittiva degli interventi realizzati (Allegato E) o in alcuni casi, una documentazione semplificata, costituita dal solo Allegato E (nel caso di sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia o di sostituzione di scaldacqua di tipo tradizionale con scaldacqua a pompa di calore per a.c.s.) o dal solo Allegato F (nel caso di sostituzione di infissi in singole unità immobiliari o di installazione di pannelli solari). Effettuata la trasmissione, in automatico ritorna al mittente da ENEA una ricevuta informatica con il CPID (Codice Personale IDentificativo), valida a tutti gli effetti come prova dell'avvenuto invio. Non sono previsti altri riscontri da parte di Enea, né in caso di invio corretto, né in caso di invio incompleto, errato o non conforme. Non vanno inviate asseverazioni, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine, documentazione varia, ecc. che invece deve essere conservata a cura dell'utente ed esibita in caso di eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Inoltre è facoltà dell'Agenzia richiedere l'esibizione degli originali degli Allegati inviati (A, E o F), debitamente firmati e datati. Di conseguenza, si consiglia l’utente di stampare questi documenti e conservarli in caso di futuri possibili controlli. Si ricorda infine che l'allegato A deve essere necessariamente firmato e timbrato dal tecnico abilitato a certificare il rispetto dei requisiti richiesti all'impianto per accedere alle detrazioni.

 

DOVE POSSO TROVARE GLI ALLEGATI A, B, C, D, E, F, G e H?

scaricabile efficienzaenergetica.acs.enea.it dalla sezione "Decreti e Normativa"- che invitiamo a leggere attentamente

 

Se la casa è inutilizzata e chiusa da anni e non è mai stata fatta la manutenzione dal momento della chiusura sono passibile di multa?
Sì, se lei non ha modo di documentare la chiusura del gas, o la momentanea sospensione della stessa fornitura per lavori sulla casa( DIA) o per inutilizzo.

 

A quanto ammonta la sanzione per non aver fatto la manutenzione o in caso di inadempienza?

Il decreto legislativo 192 del 2005 prevede sanzioni amministrative da 500 euro e a 3.000 euro per il proprietario, il conduttore, l’amministratore o il terzo responsabile dell’impianto.

 

Chi ha l’obbligo di fare la manutenzione ordinaria della caldaia in caso di unità immobiliare data in locazione (affitto), il locatario o il proprietario?
Le operazioni di controllo e manutenzione ordinaria rimangono a carico dell’occupante dell’immobile, qualunque esso sia: il proprietario, il locatario, l’usufruttuario, ecc.

 

COSA OCCORRE INVIARE ALL'ENEA PER LE DETRAZIONI FISCALI DEL 50-65%

Per fruire delle detrazioni fiscali del 50-65% cosa occorre inviare e come posso sapere se la mia domanda è stata accettata o meno e se posso procedere alla detrazione?

Non occorre inviare alcuna cimunicazione preventiva. La normativa vigente impone solamente che entro 90 giorni dal termine dei lavori debba essere trasmessa ad Enea - attraverso il sito dedicato dell'ente - la documentazione costituita da:

  • Attestato di qualificazione energetica (Allegato A al "decreto edifici")
  • Scheda descrittiva degli interventi realizzati (Allegato E)

In alcuni casi è sufficiente una documentazione semplificata, costituita da:

  • Allegato E (nel caso di sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia o di sotituzione di tipo tradizionale con scaldacqua a pompa di calore per a.c.s.)
  • Allegato F (nel caso di sostituzione di infissi in singole unità immobiliari o di installazione di pannelli solari)

Effettuata la trasmissione, in automatico ritorna al mittente da ENEA una ricevuta informatica con il CPID (Codice Personali Identificativo), valida a tutti gli effetti come prova dell'avvenuto invio. Non sono previsti altri riscontri da parte di ENEA, né in caso di invio corretto, né in caso di invio incompleto, errato o non conforme.

Non vanno inviate asseverazioni, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine o documentazione varia che, invece, deve essere conservata a cura dell'utente ed esibita in caso di eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Inoltre è facoltà dell'Agenzia richiedere l'esibizione degli originali degli Allegati inviati (A, E o F), debitamente firmati e datati.

Di conseguenza, si consiglia l'utente di stampare questi documenti e conservarli in caso di futuri possibili controlli. Si ricorda infine che l'allegato A deve essere necessariamente firmato e timbrato dal tecnico abilitato a certificare il rispetto dei requisiti richiesti all'impianto per accedere alle detrazioni.

 

COSA SONO I CONTROLLI PERIODICI DI EFFICIENZA ENERGETICA?

I controlli periodici di efficienza energetica sono controlli che attestano il grado di efficienza degli impianti fissi, sono obbligatori su impianti di climatizzazione invernale (generatori a fiamma) di potenza utile nominale uguale o maggiore a 10 Kw e di climatizzazione estiva/invernale di potenza nominale uguale o maggiore a 12 Kw.
I rapporti di controllo devono essere compilati in occasione degli interventi di manutenzione (secondo quanto disposto dalle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione delle macchine) oppure durante interventi di riparazione e manutenzione straordinaria; in ogni caso occorre rispettare la periodicità dei controlli ogni 4 anni per impianti di potenza fra 12 Kw e 100 Kw e ogni 2 anni per impianti oltre i 100 Kw di potenza (D.P.R. 74/2013).
Per quanto riguarda i "limiti degli intervalli di potenza, riferiti alla potenza utile nominale complessiva dei generatori e delle macchine frigorifere che servono lo stesso impianto", si precisa che per "stesso impianto" si intende che la somma delle potenze delle apparecchiature va effettuata solo quando le macchine siano al servizio dello stesso sottosistema di distribuzione (per esempio più macchine che servono lo stesso circuito idronico, o lo stesso sistema di canalizzazioni per aria) di potenza complessiva uguale o superiore ai 12 Kw. Per i singoli apparecchi con potenza inferiore a 12 Kw non si compilano pertanto i rapporti di controllo di efficienza energetica.

 

COS'E' UNA POMPA DI CALORE

La pompa di calore soddisfa tutte le esigenze di riscaldamento invernale di climatizzazione estiva di un ambiente, garantendo il comfort e il benessere di chi ci vive o lavora.
La pompa di calore è infatti una macchina in grado di trasferire energia da un ambiente a bassa temperatura a un sistema a temperatura più elevata.
Con lo stesso procedimento attraverso il quale una pompa solleva un fluido da una quota inferiore a una superiore, la pompa di calore, utilizzando un unico impianto, permette di riscaldare e raffreddare gli ambienti di un'abitazione o di un luogo di lavoro,oltre a produrre l'acqua calda sanitaria necessaria al fabbisogno giornaliero.
L'impianto a pompa di calore è quindi in grado di soddisfare tutte le esigenze di riscaldamento e climatizzazione di un ambiente, garantendo il comfort di chi chi vive o lavora.
Si tratta di una tecnologia che contribuisce alla sostenibilità dell'ambiente e alla riduzione dei consumi energetici, con un risparmio economico in bolletta e un ritorno dell'investimento nel breve periodo, anche grazie agli incentivi statali e alle agevolazioni di cui si può beneficiare.
Si può dire che, dal punto di vista energetico, il processo alla base della pompa di calore conviene sempre: da 1 Kw di energia elettrica si producono fino a 5 Kw di energia termica. L'energia che si ottiene è quindi sempre maggiore rispetto a quella che si impiega.
Un impianto a pompa di calore permette infine di accrescere il valore economico dell'immobile sul mercato, anche ai fini di una compravendita immobiliare, in quanto contribuisce ad aumentare la classe energetica.

 

CHE COS'E' LA DICHIARAZIONE F-GAS E COME SI TRASMETTE ALL'ISPRA?

La Dichiarazione F-Gas è una comunicazione annuale, contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera di gas fluorurati per le apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento, pompe di calore ed impianti fissi antincendio con una carica refrigerante pari o superiore ai 3 Kg; essa deve essere inoltrata all'ISPRA, attraverso il portale Sinanet entro il 31 maggio di ogni anno.
La compilazione e la trasmissione della Dichiarazione F-Gas deve essere fatta seguendole indicazioni riportate nelle istruzioni. L'utente si deve innanzitutto registrare al portale e, una volta ottenute le credenziali, fare l'accesso al sistema. A questo punto si può iniziare la compilazione della Dichiarazione F-Gas.


La Dichiarazione F-Gas va trasmessa ex novo ogni anno, anche se non ci sono modifiche rispetto alla Dichiarazione trasmessa l'anno precedente?

Si, la Dichiarazione F-Gas va presentata ogni anno, entro il 31 maggio, anche in assenza di modifiche o interventi sulle apparecchiature. Non si tratta quindi di aggiornare la Dichiarazione trasmessa l'anno precedente, ma di compilarne una nuova.
Sia i dati riportati nella sezione "Anagrafica" che quelli riportati nella sezione "Sede di installazione" possono essere richiamati dal menù a tendina. Le apparecchiature, invece, vanno inserite nuovamente.
Per questo motivo si suggerisce, in caso di numerose dichiarazioni e/o numerose apparecchiature, di utilizzare la modalità "caricamento massivo", in modo da poter gestire i dati attraverso dei file Excel.

 

DEVO ASSEVERARE LA MESSA A PUNTO DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE IN SEGUITO ALL'INSTALLAZIONE DI UN GENERATORE DI CALORE A CONDENSAZIONE. MA COSA SI INTENDE PER VALVOLE TERMOSTATICHE A BASSA INERZIA TERMICA? E SOPRATTUTTO SONO SEMPRE NECESSARIE?

Per valvole elettrostatiche a bassa inerzia termica si intendono le valvole caratterizzate da un tempo di risposta (determinato in conformità al punto 6.4.1.13 della norma UNI EN 215) inferiore a 40 minuti. Le valvole in possesso del marchio di conformità CEN (European Committee for Standardization) ottemperano a tale requisito e sono sempre necessarie - ove tecnicamente compatibili - tranne sei seguenti casi:

  • se la temperatura media del fluido termovettore è inferiore a 45° C
  • se, in alternativa, è installata su tutti i corpi scaldanti un'altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata.

 

 

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