Pulizia, lavaggio e sanificazione impianti

I costi di lavaggio e risanamento sono detraibili nelle attività che godono dell’agevolazione fiscale con detrazioni del 36% , 55% o 65%.

Questo servizio è altamente tecnologico e innovativo.
Una delle operazioni che vengono proposte sempre più spesso da coloro che si occupano della sostituzione della caldaia è il lavaggio dell’impianto di riscaldamento. Si tratta di un intervento utile e fondamentale che fa parte della manutenzione dell’intero impianto, inoltre è un’operazione resa obbligatoria per legge, quindi è necessario farla.
A tal fine è da tempo che offriamo, consulenza e organizziamo incontri di formazione e aggiornamento per gli installatori di zona; affinche propongano con professionalità la soluzione più efficace ed economica per ogni impianto.

I vantaggi di un impianto pulito

  • si allunga la vita dell’impianto e della caldaia
  • si riducono i consumi di gas
  • i costi della pulizia rientrano nella detrazione fiscale in corso 50% - 65%
  • si ripristina lo scambio termico e il calore arriva dove è richiesto;
  • si prevengono guasti alla caldaia, alle valvole e ai circolatori
  • si blocca la corrosione e la formazione di alghe (per impianti radianti)
  • si ripristina l’impianto al rendimento termico di progetto;
  • si risolvono problemi di uniformità di calore nelle varie stanze;si possono risolvere problemi legati alla rumurosità e alla formazione di aria o gas nei tubi;
  • si può pulire e bonificare un vecchio impianto prima di installare una nuova caldaia.
  • tutti questi vantaggi durano per almeno 5 anni.

Normativa tecnica e decreti di riferimento

D.P.R. N° 59 del 2 Aprile 2009
Prescrive e Obbliga un trattamento chimico di condizionamento per gli impianti di riscaldamento.
Le disposizioni riportate nel D.P.R. 59/09 si occupano di norme che consentono di ridurre i consumi energetici.
I fenomeni corrosivi provocati dall’acqua sono causa di ingenti sprechi energetici e di conseguenza di combustibile.

NORMA UNI 8065
Il 18 Luglio 2019 è entrata in vigore la nuova NORMA UNI 8065:2019, che sostituisce la UNI 8065:1989; ed ha per oggetto la definizione e la determinazione dei parametri chimici e chimico-fisici delle acque impiegate in impianti di climatizzazione invernale e/o estiva, produzione acqua calda sanitaria fino a 110°C e per gli impianti solari termici.

D.P.R. 74/2013
(GU SERIE GENERALE N°55 DEL 07.03.2014)
Il decreto prevede dal 1 giugno 2014 nuovi modelli di rapporto e controllo efficienza per tutti gli impianti Nuovi o gia’ esistenti , denominati allegati I –II – III – IV- V

LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE E ILCONTROLLO DELLA LEGIONELLO SIG.U. N.103 5/5/2000
LINEE GUIDA PER GESTORI DI STRUTTURERECETTIVE G.U. N.28 2/2/2005
LINEE GUIDA PER I LABORATORI DI RIFERIMENTOREGIONALI G.U. N.29 5/2/2005

Perché e quando bisogna fare il trattamento all’impianto di riscaldamento?

La pulizia e il trattamento dell’acqua degli impianti, oltre che essere previsto e regolamentato in base alle tipologie di impianto dalle normative vigenti, sono operazioni utili di buona tecnica che noi professionisti del settore siamo tenuti a prescrivere nel caso di installazione di generatori di calore in un impianto termico (nuovo o esistente), per prevenire numerose problematiche e per risolvere quelle già presenti.
Il trattamento dell’acqua all’interno dei circuiti di riscaldamento ha subito una sostanziale maturazione nel corso degli ultimi anni, spinto dalla continua evoluzione tecnologica in campo termotecnico che ha portato in continua crescita i generatori di calore ad alto rendimento specialmente a CONDENSAZIONE, che presentano sezioni di passaggio del fluido termo vettore più piccole.
Per mantenere nel tempo il più possibile invariate le prestazioni di tali tipologie di generatori è fondamentale pulire l’impianto (nuovo o esistente) e trattarne l’ acqua. Evitando cosi’ i numerosi inconvenienti all’impianto e all’apparecchio, che comportano una riduzione di rendimenti e una limitazione della vita utile di essi. (esempio : scambiatori bucati ..)
Questo deve far riflettere: i costi di esercizio e quelli di manutenzione straordinaria dell’impianto termico possono essere contenuti semplicemente pulendo e trattando l’ acqua dell’impianto.

Impianti esistenti e Sostituzione caldaia

Quando si sostituisce un generatore di calore si tende spesso a trascurare un corretto lavaggio dell’impianto; molto frequenti sono i casi di semplice svuotamento e nuovo riempimento.
All'atto della messa in servizio, la situazione più critica è legata in particolare a depositi compatti e aderenti alle superfici metalliche, oppure incoerenti, che si raccolgono di solito nelle zone dell’ impianto a circolazione ridotta.
Nel primo caso si parla di incrostazioni o depositi calcarei, nel secondi di fanghi, diretta conseguenza delle corrosioni.
I fanghi si generano a seguito dell'asportazione degli ossidi metallici provenienti dalla superficie delle tubazioni o dei corpi scaldanti (Termosifoni) per effetto dell’acqua. Ostacolano dapprima la corretta circolazione impedendo un riscaldamento uniforme delle superfici, per poi portare gradualmente al peggioramento dei rendimenti o a lungo termine al collasso dell’ impianto stesso.
Le corrosioni, invece, possono essere generalizzate oppure localizzate.
Altri fattori che possono dar luogo a fenomeni di questo tipo sono dovuti a depositi di sostanze estranee sulle superfici o effetti di abrasione causati da sostanze in circolazione nell'impianto.
Con il semplice svuotamento dell’ impianto non si risolve nulla di tutto quanto sopra riportato, anzi con il riempimento ed i successivi reintegri si ricreano tutte le condizioni favorevoli per nuovi depositi.

Conseguenze

  • Il calcare si deposita per lo più all’interno dello scambiatore della caldaia o sulle superfici dei corpi scaldanti, dove aderisce in forma compatta;
  • L’accumulo di calcare, a causa del basso coefficiente di scambio termico, riduce il rendimento della caldaia e incrementa esponenzialmente il consumo di combustibile (fino a un terzo in più);
  • Parallelamente al precedente fenomeno, si tende spesso ad aumentare la temperatura dell’acqua per compensare la perdita di rendimento con conseguenti maggiori sollecitazioni termiche dei vari componenti (scambiatori, serpentini, radiatori, ecc) esponendoli facilmente a usura e rotture precoci a causa di cedimenti strutturali;
  • Lo scambiatore della caldaia, a causa delle impurità, diventa rumoroso, poiché le sezioni di passaggio tendono ad ostruirsi e lo scambiatore diventa intasato;
  • I residui abrasivi determinano l’incastro o il guasto delle pompe;
  • Le giunture saldate col passare del tempo possono diventare porose e sottoposte a stress, determinano la formazione di fessure e perdite;
  • I fanghi possono dare luogo ad ostruzioni oppure guasti in seguito al surriscaldamento dei circolatori (di solito in fase di messa in servizio dell’impianto dopo la pausa del periodo estivo);
  • Nei radiatori o nei pannelli radianti i fanghi inoltre si accumulano alla base corrodendoli, accorciando la vita di un radiatore a pochi anni;
  • Sedimenti di residui di ossido di ferro accumulati sul fondo del radiatore ne limitano la circolazione;
  • La corrosione si localizza nella parte superiore del radiatore, riducendo il trasferimento di calore del radiatore, producendo dunque zone fredde sulla parte superiore e perdite;
  • Si formano problemi di circolazione dovuti alla presenza di scaglie, fanghi e residui metallici che provocano repentine accensioni e spegnimenti del generatore;
  • Gli impianti vengono intaccati da perdite che richiedono la frequente rimessa in pressione degli stessi ;
  • Infine i residui possono surriscaldare la caldaia e provocarne la rottura, richiedendone dunque la sostituzione immediata NON in garanzia!!;

Impianti nuovi

Gli impianti nuovi possono presentate residui dovuti alle verniciature in quanto i produttori oltre a non fare piu’ i lavaggi interni, utilizzano ultimamente una doppia verniciatura che presenta delle polveri che finiscono per distaccarsi e circolare insieme all’ acqua dell’impianto. Vanno considerate anche eventuali scorie di lavorazione dei materiali penetrati durante la fase di installazione.

Conseguenze

  • Si devono considerare anche qui gli effetti del calcare contenuto nell’ acqua;
  • I residui di lavorazione possono ostruire il passaggio dell’ acqua in punti delicati quali lo scambiatore della caldaia, causando rumorosità e diminuzione della circolazione;
  • I residui di polveri utilizzate nella verniciatura dei corpi scaldanti (radiatori) possono distaccarsi e circolare nell’impianto; possono dar luogo ad abrasioni localizzate;
  • Negli impianti a bassa temperatura sono frequenti le crescite biologiche dovute a batteri o microalghe. Portano a riduzione di scambio termico, del rendimento ed aumento del consumo di combustibile.

Soluzioni
Per ottimizzare il rendimento dell’impianto termico, limitare i consumi energetici, preservare nel tempo tutti i componenti e prevenire tutti i problemi elencati precedentemente, è fondamentale pulire l’ impianto (nuovo o esistente) con prodotti decapanti o disincrostanti non acidi.
Successivamente è opportuno trattare adeguatamente l’acqua che in esso si andrà ad immettere, attraverso l’uso di protettivi che svolgono una protezione permanente da incrostazioni, corrosioni, formazione di fanghi o limi biologici e svolgono anche protezione antigelo.
In generale effettuare la pulizia dell’impianto con appositi prodotti, aumenta l’efficacia dell’intervento stesso.
Grazie agli strumenti ed ai prodotti altamente tecnologici oggi a disposizione, le operazioni pratiche di lavaggio, pulizia e trattamento acqua sono più semplici e veloci.
Quindi attraverso il lavaggio chimico dell’ impianto, andrete a risanare il vostro impianto di riscaldamento, riducendo i consumi di circa il 10%, aumentandone il rendimento e soprattutto la durata; si stima infatti che attraverso il lavaggio si compie un rigeneramento che va a influire positivamente anche sulla stessa caldaia per cui allungherete la sua vita.
Il costo di questo servizio varia in base alla capienza dell’impianto o meglio al contenuto in litri d’acqua dato che i prodotti chimici verranno calcolati ed immessi in percentuale calcolata come da scheda tecnica di ogni singolo prodotto che andremo ad utilizzare in relazione alla tipologia e materiali dell’impianto L’intervento comprende: mano d’ opera, disincrostante, pulitore fanghi ed protettivo
I costi del trattamento chimico si giustificano invariabilmente, sia nel breve sia nel lungo termine, prolungando la durata dell’ impianto e prevenendone i malfunzionamenti.

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